
I Turcopoli erano una cavalleria leggera, composta prevalentemente da arcieri, inquadrata negli eserciti crociati in Terra Santa. La loro origine risaliva ai Bizantini, i quali furono i primi ad utilizzarli in funzione anti turca; e il nome con il quale venivano designati “Tourkopoloi”, significava letteralmente “figli di Turchi”; quindi si trattava probabilmente di schiavi figli di Turchi catturati in combattimento. Quando le armate crociate, basate prevalentemente sulla cavalleria pesante, balestrieri e lancieri appiedati, si trovarono ad affrontare le armate selgiuchidi – costituite quasi totalmente da arcieri montati, che adottavano una tattica di combattimento basata sull’estrema mobilità e sul colpisci e fuggi, (scarica di frecce al galoppo e fuga, per poi ritornare di nuovo a colpire) – furono costrette a reclutare reparti ausiliari che fossero in grado di contrastare il nemico sul suo stesso terreno. Non è chiaro se, come nel caso dei Bizantini, tali reparti di Turcopoli, fossero di etnia turca o si trattasse di musulmani convertiti al cristianesimo. Ma secondo i più recenti studi l’etnia c’entrava poco, ciò che caratterizzava quei corpi era l’armamento che era molto simile a quello del nemico turco: arco, giavellotti, mazza ferrata. L’impiego tattico, oltre a prevedere azioni di pattugliamento, avvistamento e a volte di polizia, era anch’esso molto simile a quello dei Turchi, in quanto, come già detto, essi combattevano su veloci cavalli di piccole dimensioni, ed erano in grado di saettare dalle loro cavalcature al galoppo. In Terra Santa pare che i primi ad utilizzarli ed inquadrarli nelle proprie fila furono i Templari, seguiti poi dagli Ospitalieri e dai regni crociati di Palestina. Negli statuti dei Templari il loro ruolo era definito da appositi capitoli riferiti al comandante di tali unità detto Turcopoliere.
Autore: Giovanni Amatuccio
Fonte: Storia Medievale Militare

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